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Antonio Pucci · Medieval

Quella di cui i' son veracemente

italiano

Quella di cui i’ son veracemente

In sè ha tutte quante le bellezze

E le piacevolezze

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Che debbe avere in sè la bella donna.

Grande e diritta ella è come colonna,

Con signorile e bella contenenza:

E la sua appariscenza

8Veracemente avanza ogni altro fusto.

Il capo le risponde al bello imbusto;

Di fila d’oro paiono i capelli

Crespi sottili e belli

12Nè lunghi più che richieggia sua norma;

Con dicevoli orecchi e bella forma,

Candida fronte e spazïosa molto

Non più che chieggia il volto;

16E ’n forma d’arco ha le sue belle ciglia

Brune e sottili, e niuna di lor piglia

Nè più nè meno spazio che le tocchi.

A dir de’ suo’ begli occhi

20Le proprietà, mi mancherìa sapere;

Però che son secondo il mio parere

Di fuor dell’uso dell’altre persone,

Nè paion di falcone

24Ma più divine luci, d’ond’i’ ardo;

Ed hanno tanto onesto e bello sguardo

Ch’i’ non mi sazio mai quando gli miro,

E tal volta sospiro

28Pe’ raggi lor che son d’amore accesi.

Non son nascosi nè troppo palesi,

Ma, come si convien, nè più nè meno;

Ed ella senza freno

32Non gli apre, come molte, per le ciance.

Ben corrispondon le rotonde guance

Non grosse più nè men che si convegna

E lor ridente insegna

36Par latte e sangue mischio, ma più bello.

Ed ha il naso affilato e ritondello,

Nè grosso nè sottil fuor di misura,

Nè lungo di statura

40Se non che in quel che di ragion gli tocca.

Ed ha sì bella e piacevole bocca

Che par, quand’ella l’apre ad un sorriso,

Che s’apra il paradiso,

44Co’ labbri vermiglietti e rispondenti.

D’avorio paion suo’ lattati denti,

Piccioli, con bell’ordine ordinati,

Diritti e misurati,

48Come richiede sì fatto ornamento.

Alla sua faccia ben risponde il mento

Con piccol atto di concavitade,

Compiendo ogni beltade

52Di quella ch’è sopra le belle sola.

Sèguita appresso la candida gola

Cinghiata di piacevole grassezza,

E dà di se vaghezza

56Agli occhi di mirarla; i’ per me sollo:

E il dilicato e bianchissimo collo

Senza macula alcuna pregio dàlle,

Rispondente alle spalle,

60Siccome si convien, da ogni parte.

Ben operò natura qui su’ arte.

Che gli omeri le fece con diletto

E spazïoso petto,

64Quanto conviensi all’altre parti belle.

E le vezzose e picciole mammelle

Appaion sopra’ panni rilevate,

Non soperchio, pensate,

68Ma quanto alla lor forma si chiede;

E chiaramente si conosce e vede

Che quel rilievo per durezza fanno:

E sopra ogni panno

72Non è ’n cintura di soverchio grossa.

Le braccia corrispondon, carne ed ossa,

Con debita grandezza, e le sue mani

A tutti i corpi umani

76Passan purificate d’ogni vena:

Ciascuna è, quanto e’ si convien, piena,

Con dita convenevoli e sottili

E coll’unghie gentili

80Scarse: e ha le dita dell’anella ornate.

Corpo composto con soavitate,

Corrispondente di drieto e dinanzi,

Sicchè mi par che avanzi

84L’altre più che la seta fra le strambe.

Formate ha per ragion le belle gambe,

Polpute, senza pel, candide e bianche,

Corrispondenti all’anche

88Ed altre parti che dïanzi diedi:

Ed ha lattati e piccioletti piedi

Senza nocchi, diritti ed appuntati,

Che paiono, spogliati

92Nelle pianelle, una vezzosa cosa.

E po’ ch’ogni sua parte è grazïosa,

Quella che sta per onestà coperta

Debb’esser molto certa

96Ogni persona ch’ella avanza il tutto,

Dando a cui si conviene il dolce frutto.

E volend’io pienamente trattare

Del suo gentil parlare

100E d’ogni suo adorno e bel costume,

Troppo sarebbe lungo il mio volume.

Ma pur dirò ch’e’ costumi di Francia

Tutti sono una ciancia

104A petto a que’ di questa donna vaga;

De’ qua’ chi l’ode o chi la vede appaga.

E quando va per via cogli occhi bassi

E misurati passi,

108D’ogni parte a vederla gente corre.

E persona non è che sappia apporre

O riprender suo’ atti o suo’ sembianti:

D’un voler tutti quanti,

112Ciascheduno per sè che ne ragiona,

Dicon ch’ell’è d’ogni beltà corona;

E rendon grazie a Dio con mente pura

Che creò così bella creatura.

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Autor
Antonio Pucci
Título
Quella di cui i' son veracemente
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
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Cita recomendada
Antonio Pucci, «Quella di cui i' son veracemente», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-quella-di-cui-i-son-veracemente--antonio-pucci-fda1fd.html

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