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Scipione Maffei · Ilustración

Que' fieri lacci, onde il mio cuore avvolsi

italiano

Que' fieri lacci, onde il mio cuore avvolsi

Quando nella prigion sì lieto entrai,

Tanto con la Ragion feroce oprai,

Che per man dello sdegno alfin disciolsi.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma appena indietro a rimirar mi volsi

Gl’infranti nodi ed i fuggiti guai,

Che a mio dispetto ancora io sospirai,

Ed or di sua vittoria il cor già duolsi.

Qual’infelice augel, che in gabbia adorna

10Trasse i lunghi suoi dì, s’avvien che n’esca,

All’antica prigion da se ritorna.

Tal’ io nel carcer, che sì dolce ha l’esca,

Ritornerò, s’altri non mi frastorna;

Così già par, che libertà m’incresca.

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Autor
Scipione Maffei
Título
Que' fieri lacci, onde il mio cuore avvolsi
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-que-fieri-lacci-onde-il-mio-cuore-avvolsi--scipione-maffei-c95ebb
Cita recomendada
Scipione Maffei, «Que' fieri lacci, onde il mio cuore avvolsi», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-que-fieri-lacci-onde-il-mio-cuore-avvolsi--scipione-maffei-c95ebb.html

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