Que' fieri lacci, onde il mio cuore avvolsi
Quando nella prigion sì lieto entrai,
Tanto con la Ragion feroce oprai,
Che per man dello sdegno alfin disciolsi.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma appena indietro a rimirar mi volsi
Gl’infranti nodi ed i fuggiti guai,
Che a mio dispetto ancora io sospirai,
Ed or di sua vittoria il cor già duolsi.
Qual’infelice augel, che in gabbia adorna
10Trasse i lunghi suoi dì, s’avvien che n’esca,
All’antica prigion da se ritorna.
Tal’ io nel carcer, che sì dolce ha l’esca,
Ritornerò, s’altri non mi frastorna;
Così già par, che libertà m’incresca.