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Scipione Maffei · Ilustración

Qual augellin, ch'uscir di guai si crede

italiano

Qual augellin, ch’uscir di guai si crede,

Talora in stanza adorna il volo sciolse,

E verso là tutto desìo si volse,

Onde il lucido giorno entrar si vede;

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma poco va, che trattenersi il piede

Sente dal filo, che il fanciul gli avvolse;

E cade al suol con l’ali larghe, e duolse,

Nè tenta più, nè più in sue piume ha fede.

Così d’erger mia mente, e dell’impaccio

10Uscir di quel pensier, ch’ognor mi preme,

Prov’io talor, ma poi ricado e giaccio;

Poichè d’intorno al cor, ch’indarno geme,

Sento stringersi allor l’usato laccio,

E in pena dell’ardir perdo la speme.

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La Biblioteca

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Autor
Scipione Maffei
Título
Qual augellin, ch'uscir di guai si crede
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-qual-augellin-ch-uscir-di-guai-si-crede--scipione-maffei-939216
Cita recomendada
Scipione Maffei, «Qual augellin, ch'uscir di guai si crede», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-qual-augellin-ch-uscir-di-guai-si-crede--scipione-maffei-939216.html

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