Qual augellin, ch’uscir di guai si crede,
Talora in stanza adorna il volo sciolse,
E verso là tutto desìo si volse,
Onde il lucido giorno entrar si vede;
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma poco va, che trattenersi il piede
Sente dal filo, che il fanciul gli avvolse;
E cade al suol con l’ali larghe, e duolse,
Nè tenta più, nè più in sue piume ha fede.
Così d’erger mia mente, e dell’impaccio
10Uscir di quel pensier, ch’ognor mi preme,
Prov’io talor, ma poi ricado e giaccio;
Poichè d’intorno al cor, ch’indarno geme,
Sento stringersi allor l’usato laccio,
E in pena dell’ardir perdo la speme.