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Pietro Metastasio · Ilustración

Quando d'avverso Ciel stimai rigore

italiano

Quando d’avverso Ciel stimai rigore,

Che un trono abbian negato a me gli Dei,

Bella cagion de’ dolci affetti miei,

Fu deliro amoroso, e n’ho rossore.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Che reso oggetto allor del tuo favore,

D’un regno io domator creder potrei,

Qual son io ripensando, e qual tu sei,

Gratitudine in te ma non amore.

No, dello stato mio, Dei, non mi sdegno;

10Miglior sperarlo ad un mortal non lice:

E l’umil sorte mia n’è appunto il pegno.

Nice m’ama, io lo so, nè amar può Nice

Altro in me che me solo. Ah che a tal segno

Non rende un trono il possessor felice.

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Autor
Pietro Metastasio
Título
Quando d'avverso Ciel stimai rigore
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-quando-d-avverso-ciel-stimai-rigore--pietro-metastasio-353d0c
Cita recomendada
Pietro Metastasio, «Quando d'avverso Ciel stimai rigore», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-quando-d-avverso-ciel-stimai-rigore--pietro-metastasio-353d0c.html

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