Poi ch’a quest’occhi il gentil lume piacque
Sanza ’l qual cieco al mondo ancor sarei,
Vissuto son fin qui de’ danni miei
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Cantando, nè mai poi mia lingua tacque.
Oimè, quanti arbuscei, quante dolci acque,
Quanti monti hanno udito i versi miei!
E tu, sacro terren, saper te ’l dèi,
8Sacro terren dove mia donna nacque!
Ma, se mai per cantar le labbra apersi,
Or ne’ versi d’amor piango e sospiro,
11Lontan vivendo dal mio vivo sole;
E mentre gli occhi al bel paese giro
Dove i colpi d’Amor primi soffersi,
14Il cor s’adira e star meco non vuole.