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Faustina Maratti · Ilustración

Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro

italiano

Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro,

Parmi pur sempre riveder l’amato

Dolce mio figlio, non col guardo usato,

Ma con quel, per cui sol piango e sospiro.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E tuttavia mi sembra assisa in giro

Del picciol letticciuolo al destro lato,

Udir le voci, e scorger l’affannato

Fianco ond’a forza egli traea respiro.

Poc’aspro è forse il duol che diemmi morte,

10Togliendo al caro figlio i bei prim’anni

Chè vieni, o rimembranza, e ’l fai più forte?

Ma tutti almen non rinnovarmi i danni:

Ti basti rammentar l’ore sue corte,

E ad uno ad un non mi contar gli affanni.

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Autor
Faustina Maratti
Título
Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-ovunque-il-passo-volgo-o-il-guardo-io-giro--faustina-maratti-9bf9da
Cita recomendada
Faustina Maratti, «Ovunque il passo volgo, o il guardo io giro», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-ovunque-il-passo-volgo-o-il-guardo-io-giro--faustina-maratti-9bf9da.html

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