O Violetta bella, che ti stai
Tra foglia e foglia infra la molle erbetta,
E il suol d’odori e l’aere empiendo vai,
Vaga gentil vezzosa violetta;
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Sul margo a un sì bel rivo io so che fai:
Sorta è già l’Alba, il Sol da te s’aspetta,
Ma non già quel che in Cielo, il carro affretta;
L’altro mio Sol, che il Sol vince d’assai.
Deh! quand’egli verrà, cortese fiore,
10Digli, che tante stille onde se’ pieno,
Non son dell’Alba ma del mio dolore.
E se fia che ti colga, e ponga in seno,
Scendi alla manca parte, e digli al core:
Tirsi aspetta pietade o morte almeno.