NON così polvere chiusa in cristallo
Pel foro augusto si vede scendere
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}3Precipitevole senza intervallo:
Non così incalzasi onda con onda
Sul nostro lido dell’Adriatico
6Svanendo al margine della sua sponda
Come son labili, come sen vanno
Della caduca vita brevissima
9I dì, che apportano l’estremo danno.
Appena il florido capo erge fuora
La Primavera vezzosa ed ilare,
12Ch’estate fervido la discolora:
Indi il pomifero Autunno vario
Al caldo Estate ben ratto opponesi
15Tutto spargendolo di umor contrario:
Ma il Verno rigido col bianco crine
L’autunno assale, e viti ed alberi
18Spoglia coprendoli, d’algenti brine.
Pure rinascere la Primavera
Veggo e l’Estate col primier ordine,
21Ed il Verno ergere sua faccia austera.
Non così tornano di giovinezza
A noi mortali gli anni più floridi,
24Allor che cacciali fredda vecchiezza.
Se i tuoi si cangiano crini in argento,
Speri invan Clori, ch’essi ritornino
27Al primier aureo suo abbellimento.
Se mai scolorasi quel bianco giglio,
Le vive rose se impallidiscono,
30Perchè rinverdano, non v’ha oonsiglio.
E invan col lucido vetro difetti
Vorrai del volto con non giovevoli
33Arte, che sembrino vinti o corretti;
Che l’edacissimo tempo la traccia
Così v’imprime del dente orribile,
36Che arte non cuoprela, nè la discaccia,
Non più sollecito vedrai Cupido
Nelle tue luci coll’ali accendere
39Contro noi miseri quel fuoco infido;
Nè il lusinghevole fallace rise,
Nè più le Grazie a folla correre
42Vedrai sul nitido giocondo viso:
Ma con la frigida mano tremante
Vedrai vecchiezza rugosa strignere
45In crespe il morbido vago sembiante,
Indi gli orribili mali forieri
Dell’atra morte vedrai snccedere,
48Che ad essa spianano tosto, i sentieri.
Come son labili, come sen vanno
Della caduca vita brevissima
51I dì, che apportano l’estremo danno!