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Giovanni Battista Recanati · Ilustración

Esci dall'umido tuo cavo speco

italiano

ESci dall’umido tuo cavo speco

Tebro, e le Ninfe tutte se n’escano,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}3E plausi vengano a tesser meco.

Versa più limpida dall’urna, l’onda,

D’alga e di muscola, fronte cingiti

6E fiori germini l’amena sponda,

Ivi le Driadi giunte in drappello,

Vario girando festose alternino

9Con gioja insolita lor piede snello.

Un altro Venere Coro poi forme

Colle seguaci sue belle Grazie,

12Che lievi danzano, nè lascian, orme.

Ecco che lucido più del costume

Con miglior chioma dall’altro scorgesi

15Il giorno accendere di Delo il Nune.

Giorno, cui simile tu non mirasti

Con maggior pompa giammai risplendere,

18Per quanto esamini gli antichi Fasti.

A Garzon inclito, Inclita, e bella

Con maritale felice vincolo

21Quest’oggi, accoppiasi vaga Donzella.

Così due celebri Fiumi, reali,

Cui lauri, e palme la foce adombrano,

24Unir si veggono co’ flutti eguali.

Prima dagli Angeli si uniro l’Alme

Lassù nel Cielo, ed indi il Genio

27di Roma pronubo ne unì le salme.

Nodo più amabile nemmen formò

Allor Amore, quando che Venere

30L’amico Giudice grata premiò.

Oh come adornasi, come riluce

De’ sposi alteri la faccia nobile

33Con un reciproco cambio di luce!

Del Sol due nitidi cristalli il raggio

Non altrimenti trà se riflettono

36Con iscambievole giusto paraggio.

E come prendono questi il fulgore

Dal gran Pianeta, così que’ prendono

39Dal gran Pontefice lume maggiore:

Su via accostatevi all’alto Soglio,

Illustri Sposi, del Zio magnanimo,

42Onor e gloria del Campidoglio.

Nè già raffrenivi la Maestate,

Che dal suo volto fuori ne folgora,

45Quale richiedela tal dignitate.

Sù via accostatevi... Ma oh qual vegg’io

Nembo di grazie d’intorno piovervi,

48Giù dall’Empireo, ch’egli vi aprìo!

Accesi mirovi di un nuovo fuoco

L’aurato cocchio festosi ascendere,

51Che a quel d’Apolline cede di poco,

Intorno affollasi turba festiva,

E i sette colli rauchi rimbombano

54Dal suon continuo de’ lieti Viva,

Che per i memori Fasti volgendo

Di lunga etate, la serie amplissima

57De’ gran Pontefici va ridicendo;

E chi le Porpore, e chi i Mitrati,

E chi li forti Duci belligeri,

60E chi i pregevoli gran Letterati.

Vi ha poi chi stupidi le immote ciglia

Nel ben felice Padre rivolgono,

63Oggetto nobile di maraviglia.

E voi mirabile gran Porporato,

Che a tale onore con tanta gloria

66Per man del merito foste guidato;

Come del secolo fregio, e ornamento

Ognun vi guarda, ond’io dall’Adria

69Tutto festevole gioja ne sento.

Ma ecco che il rapido cocchio si arresta,

E l’alma Coppia nello giù scendere

72Voti più fervidi richiama, e desta.

In Voi due l’unica grande speranza,

E con ragione, di Roma fondasi,

75Nè puote scegliere più degna stanza.

Oh quai si attendono dal grande innesto

Frutti, che l’alte Piante comprovino

78Per man di Gloria s’egli è contesto,

Se il parto all’Aquile fin che somigli,

Vedrai o Roma, che non degeneri

81Potran mai nascere da’ Padri i Figli

Venga l’amabile dono del Cielo,

Venga la Prole, che lieta germini

84Qual fior purpureo dal verde stelo;

E d’esser godano vinti gli Sposi

Nelle sembianze, se ciò è possibie,

87Da vaghi e teneri figlj vezzosi:

I quai degli Avoli seguendo l’orme

Di loro gesta colmin le storie

90Segnando ai Posteri famose norme.

Tu intanto, o Tevere, dal mar Tirreno

Volgi il tuo corso ver l’Adriatico,

93Ch’egli ad accoglierti apre gia il seno.

Nè strano sembriti quando già unita

Miri alle nostre quella Prosapia,

96Per cui tua gloria resa è infinita.

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Autor
Giovanni Battista Recanati
Título
Esci dall'umido tuo cavo speco
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-esci-dall-umido-tuo-cavo-speco--giovanni-battista-recanati-ca56c8
Cita recomendada
Giovanni Battista Recanati, «Esci dall'umido tuo cavo speco», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-esci-dall-umido-tuo-cavo-speco--giovanni-battista-recanati-ca56c8.html

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