Nel dì, che carco d’onorate spoglie
Il Monarca del Cielo al Cielo ascese,
Onde provar le sì temute offese
Il vinto Inferno, e le Tartaree soglie:
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ecco il grande Antonino a noi si toglie;
Ed alla fiamma, di cui pria si accese,
Gode di riunirsi; e quel ch’ei prese
Di terra, a terra lascia, e si discioglie.
Ma dalle guance sue pallide e smorte
10Or non creder già tu, ch’ebbe a languire
Il Giglio, che alle stelle oggi è consorte.
Togliersi al basso, e su nel Ciel salire
Con quel, che invitto trionfò di Morte,
Quest’è fars’immortal, non è morire.