Mira o Signor, come se ’n giace afflitta,
Tutt’aspersa di lagrime dolenti
D’acerbissimo duol nel cuor trafitta
La Reina del Mondo e delle Genti.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Percossa già dalla tua destra invitta,
I reali deposti aurei ornamenti,
Misera sconsolata e derelitta,
Quasi vedova Donna, alza i lamenti.
E dice: A te, mio Dio, solo peccai;
10Ma se d’alma pentita ami il cordoglio
Mirami in fronte, e il mio dolor vedrai.
Ah tu, Signor, che non hai cuor di scoglio,
Guarda all’augusta Penitente: e omai
L’accogli in seno, e la riponi in soglio.