Li più begli occhi che lucesser mai,
Oimè lasso!, lasciai:
Ancider mi devea quando il pensai.
Ben mi dovea ancider io stesso,
Come fe Dido quando quell’Enea.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5
Le lasciò tanto amore;
Ch’era presente, e fecimi lontano
Da quella gioia, che più mi diletta
Che nulla creatura.
Partirsi da così bello splendore!10
Dov’io tanto fallai,
Che non è colpa da passar per guai.
Oimè!, più bella d’ogni altra figura,
Perchè tanto peccai,
Che nulla pena mi tormenta assai?15