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PoetósferaLa BibliotecaVittoria Aganoor

Vittoria Aganoor · Modernismo

Leggenda eterna — Aprile

italiano

Se mi fossi vicino

e ti potessi dir quello ch’io provo,

o mio sospiro intenso;

dirti che ormai non penso

che a te, che ormai non vedo

che te, dovunque; e i palpiti, e le pene

Dirti. Tu pure io credo

o mio tormento, mi vorresti bene.

La primavera viene

e l’impeto del cor si ringagliarda.

Una febbre si sente

di fuggir dalla gente

sotto l’amica Luna,

stretti mano per man, l’occhio rivolto

all’eterna del ciel cupola bruna

mentre l’aria d’April ci batte in volto.

Rabbrividir d’amore.

restar muti, così, senza guardarsi

quant’è lungo il cammino

in quel sogno divino,

mentre le ardite brezze

scambiano baci coi mandorli in fiore,

baci fragranti e tepide carezze

senz’ombra di sospetto e di rossore.

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Dónde vive
La Biblioteca

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Expediente

Autor
Vittoria Aganoor
Título
Leggenda eterna — Aprile
Lengua
italiano
Época
Modernismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-leggenda-eterna-aprile--vittoria-aganoor-3a629e
Cita recomendada
Vittoria Aganoor, «Leggenda eterna — Aprile», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-leggenda-eterna-aprile--vittoria-aganoor-3a629e.html

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