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Rustico Filippi · Medieval

Le mie fanciulle gridano a vivanda

italiano

Le mie fanciulle gridano a vivanda,

e non finaro sera né mattino;

e stanno tutte spesso in far domanda:

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4— Or non è vivo messere Ugolino? —

Però ciascuna a voi si raccomanda;

ed in ischiera v’è Lippo e Cantino,

che non temon che lor botte si spanda,

8ché, s’han del pane, il pozzo è lor vicino.

Ond’io vi priego ancor, ché la speranza

daria per men di due fiorili lo staio;

11ma le ’mpromesse attendo ad abbondanza.

Clra me penna non vai né calamaio,

né me’ venir né far far ricordanza,

14néd esser ricco piú, che Min di Ciaio.

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Autor
Rustico Filippi
Título
Le mie fanciulle gridano a vivanda
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-le-mie-fanciulle-gridano-a-vivanda--rustico-filippi-e6df2d
Cita recomendada
Rustico Filippi, «Le mie fanciulle gridano a vivanda», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-le-mie-fanciulle-gridano-a-vivanda--rustico-filippi-e6df2d.html

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