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Rustico Filippi · Medieval

L'affanno e 'l gran dolor, ch'io meco porto

italiano

L’affanno e ’l gran dolor, ch’io meco porto,

mi dovria mille fiate avere auciso;

ma, per la dismisura, non son morto:

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4ché men dolor m’avria morto e conquiso.

Ch’io son degli smarruti capo e porto,

si come d’ogni gioia paradiso;

adunque, chi ha pena e disconforto

8con meco in nullo logo sia commiso.

Per ch’io voglio esser de l’altrui mal miro,

e voglio a ciaschedun dar guerisgione,

11veggendo lo mio pianto e lo sospiro.

Non avran mai dolor né pensasgione,

tant’è lo male, ch’io con meco tiro:

14per che di meo morir non è stasgione.

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Dónde vive
La Biblioteca

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Autor
Rustico Filippi
Título
L'affanno e 'l gran dolor, ch'io meco porto
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-l-affanno-e-l-gran-dolor-ch-io-meco-porto--rustico-filippi-1d5927
Cita recomendada
Rustico Filippi, «L'affanno e 'l gran dolor, ch'io meco porto», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-l-affanno-e-l-gran-dolor-ch-io-meco-porto--rustico-filippi-1d5927.html

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