PErdono, amata Nice,
Bella Nice, perdono. A torto, è vero,
Dissi, che infida sei:
Detesto i miei sospetti, i dubbj miei.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Mai più della tua fede
Mai più non temerò. Per que’ bei labbri
Lo giuro, o mio tesoro,
In cui del mio destin le leggi adoro.
Bei labbri, che Amore
10Formò per suo nido,
Non ho più timore,
Vi credo, mi fido:
Giuraste d’amarmi,
Mi basta così.
15Se torno a lagnarmi
Che Nice m’offenda,
Per me più non splenda
La luce del dì.
Son reo, non mi difendo:
20Puniscimi, se vuoi. Pur qualche scusa
Merita il mio timor. Tirsi t’adora;
Io lo so, tu lo sai. Seco in disparte
Ragionando ti trovo; al venir mio
Tu vermiglia diventi,
25Ei pallido si fa; confusi entrambi
Mendicate gli accenti; egli furtivo
Ti guarda, e tu sorridi... Ah quel sorriso,
Quel rossore improviso
So, che vuol dir! La prima volta appunto
30Ch’io d’amor ti parlai, così arrossisti,
Sorridesti così, Nice crudele.
Ed io mi lagno a torto?
E tu non mi tradisci? Infida! Ingrata
Barbara!... Ahimè! giurai fidarmi, ed ecce
35Ritorno a dubitar. Pietà, mio bene;
Son folle; in van giurai; ma pensa alfine,
Che Amor mi rende insano,
Che il primo non son io, che giuri invano.
Giura il nocchier, che al Mare
40Non presterà più fede,
Ma se tranquillo il vede,
Corre di nuovo al Mar.
Di non trattar più l’armi
Giura il guerrier talvolta,
45Ma se una tromba ascolta,
Già non si sa frenar.