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PoetósferaLa BibliotecaGiambattista Felice Zappi

Giambattista Felice Zappi · Ilustración

Io veggio entro una bassa e vil Capanna

italiano

Io veggio entro una bassa e vil Capanna

Un pargoletto, che pur dianzi è nato,

Fra i rigor d’aspro verno, abbandonato,

Su paglia e fieno e foglie d’alga e canna.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Veggio la cara Madre che s’affanna,

Perchè sel vede in sì povero stato;

Misero! ei sta di due Giumenti al fiato!

Misero! ah quest’è Dio, nè il cuor s’inganna.

Quel Dio che regge il Ciel, regge gli orrendi

10Abissi, e fa su noi nascer l’aurora,

E i lampi e i tuoni e i fulmini tremendi.

Ma un Dio se stesso in sì vil foggia onora?

Vieni, o superbo, e l’umiltade apprendi

Da quel Maestro che non parla ancora.

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Autor
Giambattista Felice Zappi
Título
Io veggio entro una bassa e vil Capanna
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-io-veggio-entro-una-bassa-e-vil-capanna--giambattista-felice-zappi-1c025d
Cita recomendada
Giambattista Felice Zappi, «Io veggio entro una bassa e vil Capanna», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-io-veggio-entro-una-bassa-e-vil-capanna--giambattista-felice-zappi-1c025d.html

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