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Giovanni Boccaccio · Medieval

Io son sì vaga della mia bellezza

italiano

Io son sì vaga della mia bellezza,

Che d’altro amor già mai

Non curerò ne credo aver vaghezza.

Io veggio in quella, ogn’ora ch’io mi specchio,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Quel ben che fa contento lo ’ntelletto;

Nè accidente nuovo o pensier vecchio

Mi può privar di sì caro diletto.

Qual altro dunque piacevole oggetto

Potrei veder già mai,

10Che mi mettesse in cor nuova vaghezza?

Non fugge questo ben, qual’or disìo

Di rimirarlo in mia consolazione;

Anzi si fa in contro al piacer mio

Tanto soave a sentir, che sermone

15Dir nol potrìa ne prendere intenzione

D’alcun mortal già mai,

Che non ardesse di cotal vaghezza.

Et io, che ciascun’ora più m’accendo

Quanto più fiso tengo gli occhi in esso,

20Tutta mi dono a lui, tutta mi rendo,

Gustando già di ciò ch’el m’ha promesso;

E maggior gioia spero più da presso

Sì fatta, che già mai

Simil non si sentì qui di vaghezza.

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La Biblioteca

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Autor
Giovanni Boccaccio (1313–1375) · Wikidata Q1402
Título
Io son sì vaga della mia bellezza
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-io-son-si-vaga-della-mia-bellezza--giovanni-boccaccio-289027
Cita recomendada
Giovanni Boccaccio, «Io son sì vaga della mia bellezza», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-io-son-si-vaga-della-mia-bellezza--giovanni-boccaccio-289027.html

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