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PoetósferaLa BibliotecaBenedetto Menzini

Benedetto Menzini · Ilustración

Io per me sento

italiano

Strofe I.

IO per me sento

Dolce del cuor conforto

Qualor bella virtù veggio trascorrere

Un mar di guai, nè disperar del porto;

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Che questo è del valor saldo argomento,

Saper percorrere

Con la speme del Ben l’ira de’ Mali,

saper come di volubil’ali

Armansi i Beni ancora;

10Nè gli uni e gli altri han piede

Sù ferma sede

Nè fanno eterna quì tra noi dimora.

Antistrofe I.

Prospere cose

Non empian dunque l’alma

15Di superbi pensier, di voglie indomite

Che può ben tosto imperversar la calma,

E nel porto destarsi onde orgogliose.

Il bene è fomite

Di più fiere talvolta aspre sventure,

20Nocchier; che l’acque si credea sicure,

Con fronte afflitta e mesta

Mira il battuto legno,

Cui mal può ingegno

Ritor dai flutti, e dalla rea tempesta.

Epodo I.

25I Duci eccelsi e i Regi

D’alti dispregi

Vedrai talvolta eredi,

Mite, ed aspro destino: un altro intanto

Sorge dal pianto,

30E splende in ricchi arredi.

Strofe II.

Così al pensiero

S’apre Licèo che insegna

Che ’l Mondo è d’opre e di costume instabile

Domani andrai cinto di lieta insegna,

35S’oggi il destin ti si mostrò severo:

Invarìabile

Nulla non è tra noi; e ’l Male e ’l Bene

Con alterne vicende or cede or viene,

Come vaga, incostante

40All’arenosa sponda

Incalza un’onda

L’altra, che lieve a lei volgeasi avante.

Antistrofe II.

Qual guerrier forte

Convien armarsi in campo

45Nella sorte felice e nell’asprissima;

Che l’una e l’altra è d’uman cuore inciampo

E nell’una e nell’altra vita e morte.

Benchè fierissima

Grandine scenda a flaggellargli il fianco

50Delle sue selve portator non stanco

Stassi Appennin frondoso;

E nel suo verde manto

Attende intanto

Di nuovo a’ danni suoi Borea nevoso.

Epodo II.

55Dunque nell’alma un tempio

Al chiaro esempio

Di natura erger voglio;

E diversi tra lor stringer non meno

Con giusto freno

60Vil timor, fiero orgoglio.

Strofe III.

Sotto le alpine

Nevi si stan sepolti

Semi, che al suolo gli Arator commisero:

Che dirai nel vedere i campi incolti

65Sotto il rigor delle gelate brine

Non dir, che misero

Sia quel terreno, ed infelici i solchi

Cui tanto i forti travagliar bifolchi

Con le dure armi loro;

70L’orrida neve e ’l gelo

Sott’aspro velo

Serbano asooso agli Arator tesoro.

Antistrofe III.

Cerere bella

Avrai sul crin ghirlanda

75Delle spighe, che ormai la falce chiedono:

Mira come biondeggia e qual tramanda

I suoi fulgidi rai messe novella,

Ahimè, si vedono

Orridi nembi, e per l’aerea chiostra

80Protervi ingiurìosi armansi in giostra;

Nè fa la vaga auretta,

Qual pria, cortesi inviti;

{Ma oltraggio aspetta

In sul fiorir dell’odorate viti.

Epodo III.

85O sieno i verdi colli

Floridi e molli,

Hai di temere cagione;

O se d’erbette e fior nuda la spiaggia,

L’aspra e selvaggia

90Sembianza un dì depone.

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Autor
Benedetto Menzini
Título
Io per me sento
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-io-per-me-sento--benedetto-menzini-7b7114
Cita recomendada
Benedetto Menzini, «Io per me sento», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-io-per-me-sento--benedetto-menzini-7b7114.html

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