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Fazio degli Uberti · Medieval

Io miro i crespi e gli biondi capegli

italiano

Io miro i crespi e gli biondi capegli

De’ quali ha fatto per me rete Amore:

D’un fil di perle e quando d’un bel fiore

Per me pigliar i’ trovo ch’e’ gli adesca.

E poi riguardo dentro gli occhi begli,.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5

Che passan per gli miei dentro dal core

Con tanto vivo e lucente splendore

Che propriamente par che dal sol esca:

Virtù mostra che loro onor più cresca.

10Ond’io che sì leggiadra star la veggio

Così fra me sospirando ragiono

— Oimè, perchè non sono

A solo a sol con lei ov’io la chieggio?

Sicch’io potessi quella treccia bionda

15Disfarla a onda a onda,

E far de’ suoi begli occhi a’ miei due specchi,

Che lucon sì che non trovan parecchi. —

Poi guardo l’amorosa e bella bocca,

La spaziosa fronte e ’l vago piglio,

20I bianchi denti, e ’l naso dritto, e ’l ciglio

Polito e brun tal che dipinto pare.

E ’l vago mio pensiero allor mi tocca

E dice — Vedi allegro dar di piglio

In su quel labbro sottile e vermiglio,

25Che d’ogni dolce saporito pare!

Deh odi il suo vezzoso ragionare

Quanto ben mostra morbida e pietosa,

E come il suo parlar parte e divide!

Guarda quand’ella ride,

30Che per diletto passa ogni altra cosa! —

Così di quella bocca il pensier mio

Mi sprona; perchè io

Non ho nel mondo cosa che non desse

A tal che un sì con buon voler dicesse.

35 Poi guardo la sua svelta e bianca gola

Com’esce ben delle spalle e del petto,

E ’l mento fesso e tondo e piccioletto

Tal che più bel cogli occhi no ’l disegno.

E quel pensier che sol per lei m’invola

40Mi dice — Guarda e vedi bel diletto

Aver quel collo fra le braccia stretto

E fare in quella gola un picciol segno! —

Poi sopraggiugne e dice — Apri lo ingegno:

Se le parti di fuor son così belle,

45L’altre che dên valer che dentro copre?

Che sol per le bell’opre

Che sono in cielo, il sole e l’altre stelle,

Dentro da lor si crede il paradiso.

Dunque, se miri fiso,

50Pensar ben dèi ch’ogni terren piacere

Si trova dove tu non puoi vedere. —

Poi guardo i bracci suoi distesi e grossi,

La bianca mano morbida e pulita;

Guardo le lunghe e sottilette dita

55Vaghe di quell’anel che l’un tien cinto.

E ’l mio pensier mi dice — Or se tu fossi

Dentro a quei bracci, fra quella partita,

Tanto diletto avrebbe la tua vita

Che dir per me non si potrebbe il quinto!

60Vedi ch’ogni suo membro par dipinto!

Formosa e grande quanto a lei s’avvene;

Con un colore angelico di perla;

Grazïosa a vederla,

E disdegnosa dove si convene;

65Umile vergognosa e temperata,

E sempre a virtù grata:

In tra suoi bei costumi un atto regna,

Che d’ogni riverenza la fa degna.

Soave a guisa va d’un bel pavone,

70Diritta sopra sè come una grua:

Vedi che propriamente ben par sua

Quanta esser può donnesca leggiadrìa.

E se ne vuoi veder viva ragione

(Dice il pensier), apri la mente tua

75Ben fisamente quando ella s’addua

Con donna che gentile e vaga sia:

Chè, come par che fugga e vada via

Dinanzi al sol ciascuna altra chiarezza,

Così costei ogni adornezza sface.

80Or vedi s’ella piace;

Chè amore è tanto quanto sua bellezza,

E somma e gran beltà con lei si trova.

Quel che a lei piace e giova

È sol d’onesta e di gentile usanza,

85Ed io nel suo ben far prendo speranza. —

Canzon, tu puoi ben dir sicuramente

Che, poi che al mondo bella donna nacque,

Nessuna mai non piacque

Generalmente quanto fa costei;

Perchè si trova in lei75

Beltà di corpo e d’anima bontade,

Fuor che le manca un poco di pietade.

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Autor
Fazio degli Uberti
Título
Io miro i crespi e gli biondi capegli
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-io-miro-i-crespi-e-gli-biondi-capegli--fazio-degli-uberti-78d6d9
Cita recomendada
Fazio degli Uberti, «Io miro i crespi e gli biondi capegli», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-io-miro-i-crespi-e-gli-biondi-capegli--fazio-degli-uberti-78d6d9.html

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