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PoetósferaLa BibliotecaBenedetto Menzini

Benedetto Menzini · Ilustración

Giù deposta la faretra

italiano

GIU deposta la faretra,

E fermato il moto all’ali

Vidi Amor, che ad una pietra

Arrotava acerbi strali;

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E da quegli a mille, a mille

Uscian fuori arse faville.

Io m’accosto e pauroso

Miro in fronte il Giovinetto;

Ei pareva in sè cruccioso

10E nel cuor pien di, dispetto;

Perchè al nobil lavorio

Non dava onda il fiume o ’l rio.

Quando a un tempo gli occhi miei

Diero in copia il salso umore

15In pensar, quanto to sei,

Cintia, ingrata a un fido cuore;

El mio pianto per le gote

Irrigò l’arida cote.

Ed Amor, che ciò ben vede,

20Più veloce all’opra intese

Poi mi disse: Avrai mercède

D’un ufficio sì cortese,

E mi punse il manco lato

Con un dardo il più temprato.

25Io volea gridar, ma tosto

Mi troncò nel mezzo i detti:

Tu sei quel, ch’hai pur disposto

Che i miei dardi sian perfetti:

Duolti invan d’esser oppresso,

30Se il tuo mal vien da te stesso.

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La Biblioteca

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Autor
Benedetto Menzini
Título
Giù deposta la faretra
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-giu-deposta-la-faretra--benedetto-menzini-3071f0
Cita recomendada
Benedetto Menzini, «Giù deposta la faretra», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-giu-deposta-la-faretra--benedetto-menzini-3071f0.html

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