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PoetósferaLa BibliotecaFrancesco di Vannozzo

Francesco di Vannozzo · Medieval

Era tra mezzo l'alba ed il mattino

italiano

Era tra mezzo l’alba ed il mattino,

Quando si risvegliò la stanca mente

Per tema d’un serpente

Ch’era su ’l monte dove i’ mi trovai,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Qual s’adizzava con un fier mastino:

Ond’io lontano e fuor da tutta gente

Con piè dubbio e tremente

Giuso nel pian mi trassi e non passai.

Poscia di fiori in un bel prato entrai;

10E lì sedendo appresso un chiaro fonte,

Con bella ed alta fronte

Giunse come saetta

Tutta soletta una donna correndo,

Cotai parole vêr di me dicendo

15 — Qual se’ tu che sì pronto alla fontana

T’accosti in atto semplice e sinestro?

Per questo loco alpestro

Qual è colui che i tuoi passi consiglia?

Qui non dimora Venus o Dïana;

20Qui non è di delizie ben terrestro:

E chi non è ben destro,

Senza tornar, leggermente periglia,

Ma poï che di te pietà mi piglia,

Vien meco (disse), e porgimi la mano. —

25Ond’io, di mente insano

Per le parole udite,

Timido e mite a pena la man porsi,

Ponendo ’l stato di mia vita in forsi.

Pur nell’andare un argomento presi

30D’affatigar la lingua per mia scusa;

E dissi — O santa musa,

Non donna siete voi ma ninfa o dea.

Fortuna m’ha condotto a ’sti paesi;

Ma per mia voglia venni a questa chiusa,

35Qual non s’adopra od usa,

Al mio parer, per uom di vita rea.

Qui peregrino son di gente Orfea,

Che per un aspro bo ch’urtar mi volle

Montai suso quel colle;

40Dove con l’orme vane

Tema d’un cane e d’un serpe ch’io viddi

M’ha spinto in Scilla per vitar Cariddi. —

Giunti che fummo al terminato loco

Verso man destra a lato a un canticello

45Fresco remoto e bello

Di lauro circondato e di bei faggi,

Ella rispose — Qui a seder un poco

Ambo staremo, caro mio fratello.

È ben che giovancello

50Ed inesperto sì gran fatti assaggi.

Io son la madre di que’ santi raggi

Che vedi in terra qui dal sonno presi;

Tanto dal mondo offesi

Per le corrotte genti.

55Che sonnolenti stanno a questa guisa,

Come per campo fa gente derisa.

E colei che non dorme è mia sorella,

Sotto cui guardia stan libere e tute

Queste mie figlie mute,

60Che son dal mondo, misere!, sbandite. —

Io che conobbi l’una e l’altra stella,

Sollicitudo madre di Virtute,

Ed alla soda cute

Costanza bella che vince ogni lite;

65Subito dentro al cor mi dièr ferite

D’un dolce zel, commosso di pietate,

Per quelle sconsolate,

Raminghe, peregrine

Virtù tapine, vedove, orfanelle,

70Cacciate fuor delle mondane celle.

Poi reverente, non com’io dovea

Ma quanto allor il mio poter si stese,

Genuflesso e cortese

L’indegna bocca porsi a’ sacri piedi.

75Ambo, per loro immensa cortesìa,

Levôrmi: e l’una per la man mi prese

Dicendo — In tuo paese

Vogliam noi, figliuol mio, che salvo riedi. —

E così seco a ragionar mi diedi

80Contento più di nullo uomo beato;

Tal che, se fuor del prato

Credesse esser uscito

Ed esaudito fosse il mio desire,

Allora avrei provato un bel morire.

85 Ma prossimando alla bella fontana

Ch’avea mia vita posto alla bilanza,

Senza nulla speranza

Di provar mai l’inopinato bene;

E ’l can del monte vidi uscir di tana;

90Per cui ridendo mi guardò Costanza

Dicendo — Ora t’avanza

Terreno e tempo col mastin che vène.

Séguita l’orme e fa’ la via ch’el tene;

E perchè tal’or urli e tal’or gema,

95Non aver di lui tema.

Guardagli dritto in faccia;

Chè la sua traccia bella e vista scorta

Fia l’ultimo sperar che ne conforta. —

Però, canzone, allegra va’ per tutto,

100In ciascun porto le tue vele cala,

E di Virtute ogni figlio saluta;

Ch’ella non è perduta

Ancor. T’affretta, e va’ sbattendo l’ala;

Chè del Can della Scala è nato un frutto

105Sì dolce e cordïale,

Ch’ogni veneno e male,

Dove costui s’appressa, star non ponno,

Ed ha già tolto alle virtuti il sonno.

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Expediente

Autor
Francesco di Vannozzo
Título
Era tra mezzo l'alba ed il mattino
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-era-tra-mezzo-l-alba-ed-il-mattino--francesco-di-vannozzo-b7e2a9
Cita recomendada
Francesco di Vannozzo, «Era tra mezzo l'alba ed il mattino», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-era-tra-mezzo-l-alba-ed-il-mattino--francesco-di-vannozzo-b7e2a9.html

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