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Pier Jacopo Martello · Ilustración

Dove, dove, o pensier? T'intendo, il mio

italiano

Dove, dove, o pensier? T’intendo, il mio

Osmin tu cerchi, e ritrovar nol sai;

Susurra il bosco, io gli fui ombra: ed io

Specchio, mormoro il rivo, a’ suoi be’ rai.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma deh qual bosco, oh folle te!, qual rio

Fan che in traccia ramingo ancor ne vai?

Qual del buon Figlio, e di te stesso obblìo

Vuol, che altronde lo chiami, or che in te l’hai?

Tacqui: e in se stesso il mio pensier raccolto

10Spia l’interno dell’Alma, e allor si vede

Tutto ripien di quell’amabil volto.

Tal Fanciul, che smarrita aver si crede

Treccia di fior, cerca ricerca: ah stolto!

Chè d’averla sul capo alfin s’avvede.

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Autor
Pier Jacopo Martello
Título
Dove, dove, o pensier? T'intendo, il mio
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-dove-dove-o-pensier-t-intendo-il-mio--pier-jacopo-martello-8792fe
Cita recomendada
Pier Jacopo Martello, «Dove, dove, o pensier? T'intendo, il mio», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-dove-dove-o-pensier-t-intendo-il-mio--pier-jacopo-martello-8792fe.html

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