Dov’è, dolce mio caro, amato Figlio,
Il lieto sguardo e la fronte serena?
Ove la bocca di bei vezzi piena,
E l’inarcar del grazioso ciglio?
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ahimè! tu manchi sotto il fier periglio
Di crudel morbo che di vena in vena
Ti scorre, e il puro sangue n’avvelena
E già minaccia all’Alma il lungo esiglio.
A ch’io ben veggio, io veggio il tuo vicino
10Ultimo danno e contro il Ciel mi lagno,
Figlio, del mio, del tuo crudel destino!
E il duol tal del mio pianto al cor fa stagno,
Che spesso al tuo bel volto io m’avvicino,
E nè pur d’una lagrima lo bagno.