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Benedetto Menzini · Ilustración

Dianzi io piantai un ramoscel d'Alloro

italiano

Dianzi io piantai un ramuscel d’Alloro,

E insiemeio porsi al Ciel preghiera umìle,

Che sì crescesse l’arbore gentile,

Che poi fosse ai Cantor fregio e decoro,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E Zeffiro pregai, che l’ali d’oro

Stendesse su i bei rami a mezzo Aprile;

E che Borea crudel stretto in servile

Catena, imperio non avesse in loro.

Io so, che questa pianta a Febo amica

10Tardi, ah ben tardi, ella s’innalza al segno

D’ogni altra, che qui stassi in piaggia aprica.

Ma il suo lungo tardar non prendo a sdegno,

Però che tardi ancora, e a gran fatica

Sorge tra noi chi di corona è degno.

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Autor
Benedetto Menzini
Título
Dianzi io piantai un ramoscel d'Alloro
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-dianzi-io-piantai-un-ramoscel-d-alloro--benedetto-menzini-82bf10
Cita recomendada
Benedetto Menzini, «Dianzi io piantai un ramoscel d'Alloro», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-dianzi-io-piantai-un-ramoscel-d-alloro--benedetto-menzini-82bf10.html

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