De’ vostri alpestri sassi, o crudi venti,
Nel cavernoso sen fate ritorno,
Nè più gli acerbi vostri fiati algenti
Spirino a questa umìl capanna intorno.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Qui il Fanciul sì promesso, e dalle Genti
Per tant’anni aspettato, ha suo soggiorno;
Dolce veder qual fanno i rai lucenti,
Del viso santo al Sol vergogna, e scorno!
Egli è, che pria da’ suoi tesor le infeste
10Grandini trasse, le pruine e ’l gelo,
E del rio verno altre compagne cose.
Ei le instancabil’ ale a voi compose,
E per gli ampi vi diè spazi del cielo
Scorrer fremendo, e sollevar tempeste.