Cosí fostu acconcia di donarmi
quel ch’io ti chieggio, pulzella gentile,
come tu se’ di dir con voce umile:
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4«Tòllete, sanza piú dispiacer farmi!».
Ch’allor porei allegro in gioia starmi,
contandomi tra gli altri signorile;
ma ciò, che tu mi gabbi e tieni a vile,
8sí è la cosa che fará finarmi.
Ché rallegrarmi — punto non mi posso,
ne’ poterò giammai, infin a tanto
11che’l viso dolce, a l’atto ond’on la sente,
e quella bella bocca dolcemente
ti basci con tua voglia; e po’ mi vanto
14d’esser di pena e di dolore scosso.