Con voce umìl per grazia, e per mercede,
Dimesso in volto, e pieno di dolore,
Qual pover Peregrino albergo chiede
Cupido quel solenne ingannatore
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma appena dentro accolto egli si vede,
Ch’ei sol le chiavi vuol tener del cuore;
Ne scaccia la Ragion, perchè una sede
Sola non può capir Ragione, e Amore.
E nuova v’introduce, e fiera gente,
10Sospetto, gelosìa, timore, affanno,
E ’l senso, perchè dia legge alla mente.
Deh non ricetti Amor chi con suo danno
Non vuol veder cangiato immantinente
L’Ospite mansueto in fier Tiranno.