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PoetósferaLa BibliotecaGiovan Francesco Maia Materdona

Giovan Francesco Maia Materdona · Barroco

Compagni cari, or che siam qui soletti

italiano

.mw-parser-output .poem{position:relative;margin-right:0;margin-left:0}Ram. Compagni cari, or che siam qui soletti,

e venti ed acque e piante abbiam presenti,

cantiam su, lodiam su, con tre versetti,

io le piante, Idrin l’acque, Eurino i venti.

Canti Eurin, segua Idrin. — Eu.-Idr. Sí, siam contenti.

Eu. Sospir voi siete onde gli antichi affetti

scopre a la terra il ciel, voi siete accenti

d’innamorato cor, venti diletti.

Idr.Lagrime di natura, acque, voi siete,

ch’ad Amor, di cui visse eterna amante,

a palesare il bel desio correte.

Ram.Siete figlie del Sol, tenere piante;

le fasce da l’april, da l’alba avete

il latte, e i vezzi da l’auretta errante.

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La Biblioteca

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Autor
Giovan Francesco Maia Materdona
Título
Compagni cari, or che siam qui soletti
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-compagni-cari-or-che-siam-qui-soletti--giovan-francesco-maia-materd-7fbb02
Cita recomendada
Giovan Francesco Maia Materdona, «Compagni cari, or che siam qui soletti», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-compagni-cari-or-che-siam-qui-soletti--giovan-francesco-maia-materd-7fbb02.html

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