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PoetósferaLa BibliotecaFilippo Ortensio Fabbri

Filippo Ortensio Fabbri · Ilustración

Come vago usignuolo in gabbia stretto

italiano

Come vago usignuolo in gabbia stretto,

Ne i primi giorni ha de’ suoi lacci orrore,

Ma a poco a poco entro l’angusto tetto

Va temprando col canto il suo dolore;

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Tal’ io mi dolsi, allor ch’ebbi ricetto

Presso al discreto mio dolce Signore;

Ma de’ miei nodi alfin presi diletto

Per lunga usanza e per fedele amore.

Pur la mia mente al suo principio avvezza,

10Dopo sì stretta prigionìa sovente

Al primo stato ha di tornar vaghezza.

Così ancor l’usignuol spesso non sente

La man del suo Signor che l’accarezza,

Quando sua libertà tornagli a mente.

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Autor
Filippo Ortensio Fabbri
Título
Come vago usignuolo in gabbia stretto
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-come-vago-usignuolo-in-gabbia-stretto--filippo-ortensio-fabbri-0bb8da
Cita recomendada
Filippo Ortensio Fabbri, «Come vago usignuolo in gabbia stretto», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-come-vago-usignuolo-in-gabbia-stretto--filippo-ortensio-fabbri-0bb8da.html

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