Messer io non so far tante frappate
Nè vendervi vesciche per lanterne,
Che negli enigmi il ver mal si discerne:
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Per tanto io parlerò, sì che intendiate.
Erno le calze mie tutte stracciate
Unte più che tovaglie da taverne
Tal che i ginocchi per pietà fraterne
8L'un pianse ad un balcon, l'altro andò frate.
Elle han messo appetito a più d'un sordo,
Vedendole aprir gli occhi in sul sedere,
11Delle mie belle carni fatto ingordo.
Or questi dì ch'io son stato a giacere
Col corpo infermo e col cervel balordo
14N'ho fatto manteghete da crestere
Sperandone anche avere
Da voi un par, sì come siete usato,
17Ch'amor, dal canto mio, non è mutato.