Ahimè, ch’io veggio il carro e la catena,
Ond’io n’andrò nel gran trionfo avvinto:
Già ’l collo mio, di sua baldanza scinto,
Giro di ferro vil stringe ed affrena.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5E la Superba il carro in giro mena,
Ove il popol più denso insulti al vinto:
E strascinato, e d’ignominia cinto,
Fammi l’empia ad altrui favola e scena.
Quindi mi tragge in ismarrito speco,
10Ove implacabil regno have vendetta
Fra strida disperate in aer cieco.
E col superbo piè m’urta e mi getta
Dinanzi a Lei, con cui rimango; e seco,
Chi puo pensar qual crudeltà m’aspetta?