Ahi come siede addolorata, e mesta,
Pallida in volto, con dimesse ciglia,
Preda d’aspro martir, che il cuor le infesta
L’unica di Sion inclita figlia!
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Già sotto spoglia di grand’or contesta
Fra varie sete, o candida, o vermiglia,
Or cinta di granaglia atra, e funesta,
Quale un tempo era già, più non somiglia.
L’allegre veglie, i lieti balli, e ’l canto,
10Ove di sacre squille il suon l’appella,
Cangia in preci divote, e in umil pianto.
Ricerchi Roma, e non appar più quella,
Negletta è sì, ma sì negletta, oh quanto
Alle luci di Dio sembra più bella!