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PoetósferaLa BibliotecaIppolito Pindemonte

Ippolito Pindemonte · Romanticismo

A Venere (Pindemonte)

italiano

Venere eterna, in variopinto soglio,
Di Giove fìglia, artefice d'inganni,
O Augusta, il cor deh tu mi serba spoglio
Di noje e affanni.

E traggi or quà, se mai pietosa un giorno,5
Tutto a' miei prieghi il favor tuo donato,
Dal paterno venisti almo soggiorno,
Al cocchio aurato

Giugnendo il giogo. I passer lievi, belli
Te guidavano intorno al fosco suolo10
Battendo i vanni spesseggianti, snelli
Tra l'aria e il polo,

Ma giunser ratti: tu di riso ornata
Poi la faccia immortal, qual soffra assalto
Di guai mi chiedi, e perchè te, beata,15
Chiami io dall'alto.

Qual cosa io voglio più che fatta sia
Al forsennato mio core, qual caggia
Novello amor ne' miei lacci: chi, o mia
Saffo, ti oltraggia?20

S'ei fugge, ben ti seguirà tra poco,
Doni farà, s'egli or ricusa i tuoi,
E s'ei non t'ama, il vedrai tosto in foco,
Se ancor nol vuoi.

Vienne pur ora, e sciogli a me la vita 25
D'ogni aspra cura, e quanto io ti domando
Che a me compiuto sia compj, e m'aita
meco pugnando.

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Autor
Ippolito Pindemonte
Título
A Venere (Pindemonte)
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-a-venere-pindemonte--ippolito-pindemonte-bb9e4f
Cita recomendada
Ippolito Pindemonte, «A Venere (Pindemonte)», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-a-venere-pindemonte--ippolito-pindemonte-bb9e4f.html

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