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PoetósferaLa BibliotecaCarlo Emanuele Muzzarelli

Carlo Emanuele Muzzarelli · Romanticismo

A rei serbata in solitaria parte

italiano

I

A rei serbata in solitaria parte

Una mole sorgea squallida e tetra,

Da cui non prece, non ingegno, od arte

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Mai la perduta libertà t’impetra.

Vi ha stanza il lutto, e forza è addolorarte,

Rimirando siccome un’aspra pietra

Sia duro letto al prigionier dolente,

8Il cui pianto, i cui lagni alcun non sente.

II

In questa solitudine di morte,

Opra di fero Imperador, vivea

Avvinto il piè di barbare ritorte

12Quei che da Cristo ogni poter tenea:

Ma pianto non versava il vero forte,

Che in lui soltanto ogni sua speme avea,

E dove il vizio, ed il misfatto è ignoto.

16Tornan gli sdegni de’ tiranni a vuoto.

III

Signor, che della terra il fren correggi,

Cui servono le spere, e gli elemenți,

Di cui le sante immacolate leggi

20Schiusero il cielo ai popoli redenti,

Tu che nel fondo del mio cuor ben leggi,

Tu che mediti e compi i grandi eventi

Da quelli, ove risiedi eterni giri

24Intendi alle mie preci, a’ miei sospiri.

IV

Tempo verrà, tu mi dicevi e il santo

Parlar scendeva dolcemente al core;

Tempo verrà che il servil giogo infranto

28Più regno non avran colpa, ed orrore,

Nè invan Maria versando amaro pianto

Mirava afflitta il figlio suo, che muore,

Nè invan tu stesso con divin consiglio,

32Festi di tutto il sangue il suol vermiglio.

V

Della Fede immortal sotto il vessillo

Tu riprendevi, io lo rammento ancora,

Il vivere trarrà lieto, e tranquillo

36Chi fra l’ombre del falso il vizio adora,

E di sua tromba al generoso squillo

Fian volti al vero i più ritrosi allora.

A che più tardi? La promessa adempi,

40Sorgano alfin della tua gloria i tempi.

VI

Così pregava, e rapide su l’ale

Volavano le preci innanzi a Dio,

Le accoglieva quel sommo, e in sua regale

44Clemenza sorrideva all’uomo pio,

E a un Angelo dicea, sostieni il frale

Vigor del servo, e già discepol mio;

Cadano i ceppi infranti, e all’orbe insegni,

48Che pendono da me le genti, e i regni.

VII

Tacque, e repente l’immortal Cherube,

Che di beltate ha sovra gli astri il vanto,

Obbedïente a lui, che al tutto jube,

52Lasciava il regno dell’eterno canto,

E rapido scendea di nube in nube

Raccolti i vanni, e stretto al fianco il manto;

Che men veloce è stral spinto dall’arco

56Contro belva inseguita attesa al varco.

VIII

Si scosse il suolo, d’improvvisa luce

L’angusto si allegrò carcere oscuro,

E l’Angelo, di Pier fattosi duce,

60Fra cento armati il precedea sicuro,

E vien, dicea quel divo; e indarno il truce

Erode frema: omai sappi il futuro;

Iddio Te vuole pien di sacro zelo

64Banditor della Fede, e del Vangelo.

IX

Tu sarai primo, che su ferma pietra

La Chiesa fonderai, chiesa immortale,

E all’opra arrideranno il suolo, e l’etra

68Che stuol celeste coprirà dell’ale,

Daratti il Divo Amor quella faretra

Di cui piaga sì dolce ogni aureo strale,

E, tua mercede, col favor superno

72Invan nuov’armi brandirà l’inferno.

X

Disse, e siccome fra l’orror notturno

Striscia un lampo, che rapido s’invola,

Tal l’Angelo disparve, e il taciturno

76Pier sovra gli astri in suo desìo già vola,

Ma ripensando ai dì lieti, che furno

Del Maestro Divin spesi alla scuola,

Movea, tutto ripien di quel pensiero

80A dettar leggi all’Universo intero.

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Autor
Carlo Emanuele Muzzarelli
Título
A rei serbata in solitaria parte
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-a-rei-serbata-in-solitaria-parte--carlo-emanuele-muzzarelli-edc067
Cita recomendada
Carlo Emanuele Muzzarelli, «A rei serbata in solitaria parte», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-a-rei-serbata-in-solitaria-parte--carlo-emanuele-muzzarelli-edc067.html

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