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Dante Alighieri · Medieval

A Dante Alighieri (Zanella)

italiano

Misurator di mondi,

Che disdegnoso di più breve lito

I pelaghi profondi

Solcar dell’infinito

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Fosti con vele ancor caduche ardito;

Se questa età, che d’oro

Volge in sorgente lo scoperto vero,

Torna al tuo santo alloro,

Non anco del pensiero

10Tutto la creta conquistò l’impero.

Padre, dal dì che in cielo

Eri con Bice novamente accolto,

Quanto del fosco velo

Al guardo uman fu tolto,

15Onde giaceva l’universo avvolto!

Ne’ chiostri ancor romita

Il dito non togliea dal suo volume

Filosofia, che ardita

Or drizza al sol le piume

20E le rideste menti empie di lume.

Nell’acque di Ponente,

Ove locasti il sospiroso regno

Della compunta gente,

Spezzato ogni ritegno,

25Auspice entrò d’un Genovese il legno.

Son mille terre; e denso

Di tesori, di popoli, di navi

S’agita un mondo immenso,

Ove ne’ flutti ignavi

30Occultarsi a’ mortali il sol pensavi.

Lascia le anguste sedi

Esule Europa e del Meriggio ai mari,

Che le son contro a’ piedi,

Porta operosi lari,

35Liberi cambi e non macchiati altari.

Padre, il tuo sol disparve

Co’ cieli di cristallo. Un tuo Toscano

Delle pugnate larve

Atterrò l’idol vano

40E del creato rivelò l’arcano.

A’ rai del ver caduta

È la vetusta idea. Ma la tua stella

Il mondo ancor saluta,

Che dalla tua favella

45Sentì l’aure spirar d’alba novella.

O dell’inciso verso

Inflessibil signor che in poche carte

Hai chiuso l’universo,

Del folgore dell’arte

50L’indomabile armando ira di parte;

Le torri e le badíe

Che ti accolsero errante, or son ruina;

Sovra men scabre vie

Umanità cammina

55Col lábaro immortal: Fede e dottrina.

E tu nel lungo corso

Sempre innanzi le stai, come montagna

Che via per l’ampio dorso

Dell’onda, in cui si bagna,

60Le vele che dileguano, accompagna.

Vive di te l’eterno,

Se l’umano perì. Dal ciel discende,

Risale dall’inferno

L’austero suon, che apprende

65Dell’alte cose amor che i degni accende:

Amor, che dalle pugne

Di questa valle per eccelso giro

A Lui ne ricongiugne,

Che dell’ardente spiro

70Nutre la rosa del beato empiro.

O Padre, cui risorto

Risorse alfin l’italica fortuna,

Se mai fallisse al porto,

Ove ogni ben s’aduna,

75Questa terra fatal che ti fu cuna;

Al tempio tuo che immoto

Leva la fronte su divine alture,

Porga fidente il voto;

E rinnovate e pure

80Dal monte scenderan l’età venture.

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Autor
Dante Alighieri (1265–1321) · Wikidata Q1067
Título
A Dante Alighieri (Zanella)
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-a-dante-alighieri-zanella--dante-alighieri-3a1606
Cita recomendada
Dante Alighieri, «A Dante Alighieri (Zanella)», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-a-dante-alighieri-zanella--dante-alighieri-3a1606.html

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