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Dante Alighieri · Medieval

Morte villana, di pietà nimica, [doppio sonetto]

italiano

Morte villana, di pietà nimica,
Di dolor madre antica,
Giudicio incontestabile, gravoso,
Poi c’hai data materia al cor doglioso
Ond’io vada pensoso,
Di te biasmar la lingua s’affatica.

E se di grazia ti vo’ far mendica,
Convenesi ch’io dica
Lo tuo fallir, d’ogni torto tortoso;
Non però che alla gente sia nascoso,
Ma per farne cruccioso
Chi d’Amor per innanzi si nutrica.

Dal secolo hai partita cortesia,
E, ciò che ’n donna è da pregiar, virtute
In gaia gioventute:
Distrutta hai l’amorosa leggiadria.

Più non vo’ discovrir qual donna sia,
Che per le proprietà sue conosciute:
Chi non merta salute,
Non speri mai d’aver sua compagnia.

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Autor
Dante Alighieri (1265–1321) · Wikidata Q1067
Título
Morte villana, di pietà nimica, [doppio sonetto]
Lengua
italiano
Época
Medieval
Fuente
Gutenberg 71218 La vita nuova (ed. 1903)
Sala
La Biblioteca
Identificador
morte-villana-di-pieta-nimica-doppio-sonetto--alighieri
Cita recomendada
Dante Alighieri, «Morte villana, di pietà nimica, [doppio sonetto]», Poetósfera, poetosfera.com/p/morte-villana-di-pieta-nimica-doppio-sonetto--alighieri.html

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