In un boschetto trovai pasturella
più che la stella - bella al mi’ parere.
Cavelli avea biondetti e ricciutelli
e li occhi pien d’amor, cera rosata:
con sua verghetta pasturav’ agnelli
e, scalza, di rugiada era bagnata:
cantava come fosse 'nnamorata:
er’ adornata di tutto piacere.
D'amor la salutai inmantenente
e domandai s’avesse compagnia.
Ed ella mi rispose dolcemente
che sola sola per lo bosco gia,
e disse: — sacci, quando l’augel pia,
allor disia ’l mio cor drudo avere. —
Po’ che mi disse di sua condizione
e per lo bosco augelli audio cantare,
fra me stesso dicea: — or è stagione
di questa pasturella gio’ pigliare. —
Merzè le chiesi sol che di baciare
e d’abracciare, se fosse ’n volere.
Per man mi prese d’amorosa voglia
e disse che donato m'avea ’l core.
Menommi sott'una freschetta foglia
là, dov’io vidi fior d’ogni colore
e tanto vi sentio gioia e dolzore,
che dio d'amore parvemi vedere.