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Ciro di Pers · Barroco

Vago fanciul, che fra le braccia stretto

italiano

Vago fanciul, che fra le braccia stretto

de la mia dea, dal suo bel collo pendi,

e l’inesperta man scherzando stendi

or agli occhi or al labbro ed or al petto;

tu, di doglia incapace e di diletto,

tocchi il Sol, tratti il foco e non t’accendi,

siedi in grembo a la gioia e non l’intendi;

oh quanto per te provo invido affetto!

Deh, potess’io cangiar teco il mio stato;

che, possessor di sconosciuto bene,

sarei non infelice e non beato.

Giá ch’intero piacer qua giú non viene,

se ventura al gioir mi nega il fato,

mi negasse egli ancor senso alle pene!

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La Biblioteca

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Autor
Ciro di Pers
Título
Vago fanciul, che fra le braccia stretto
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-vago-fanciul-che-fra-le-braccia-stretto--ciro-di-pers-eb1f00
Cita recomendada
Ciro di Pers, «Vago fanciul, che fra le braccia stretto», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-vago-fanciul-che-fra-le-braccia-stretto--ciro-di-pers-eb1f00.html

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