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PoetósferaLa BibliotecaGiovan Gioseffo Orsi

Giovan Gioseffo Orsi · Ilustración

Uom, ch'al remo è dannato, egro e dolente

italiano

Uom, ch’al remo è dannato, egro e dolente

Co’ ceppi al pè, col duro tronco in mano,

Nell’errante prigion chiama sovente

La libertà, benchè la chiami in vano.

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma se l’ottien (chi ’l crederìa?) si pente

D’abbandonargli usati ceppi; e insano

La vende a prezzo vil: tanto è possente

Invecchiato costume il petto umano!

Cintia, quel folle io son. Tua rotta fede

10Mi scioglie, e pur di nuovo io mi imprigiono

Da me medesino, offrendo a’ lacci il piede.

Io son quel folle; anzi più folle io sono:

Perchè, mentre da te non ho mercede,

Non vendo io nò la libertà, la dono.

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Autor
Giovan Gioseffo Orsi
Título
Uom, ch'al remo è dannato, egro e dolente
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-uom-ch-al-remo-e-dannato-egro-e-dolente--giovan-gioseffo-orsi-e34d92
Cita recomendada
Giovan Gioseffo Orsi, «Uom, ch'al remo è dannato, egro e dolente», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-uom-ch-al-remo-e-dannato-egro-e-dolente--giovan-gioseffo-orsi-e34d92.html

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