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PoetósferaLa BibliotecaMatteo Frescobaldi

Matteo Frescobaldi · Medieval

Una fera gentil più ch'altra fera

italiano

Una fera gentil più ch’altra fera

D’un bosco a pascer in selvaggio loco

Vidi passare e poi fermarsi un poco,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4Candida tutta con sua vista altera.

Faceva invidia al sol ch’alla sua spera

Preso. . . . . . . . .

Nel vago aspetto apparve fiamma e foco:

8Attento io riguardai pur là dov’era.

Poi per vago sentier seguii la traccia,

Misi ai bracchetti, e gittai rete al varco:

11Ma altri cacciatori a simil caccia

Vidi correr con lor saette ed arco,

E seguitarla con più forti braccia.

14Che fia, non so; e pur me ne rammarco.

Dïana, fa’ che ne’ tuoi prati verdi

16Questa candida cerva io non la perdi.

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Por su autor
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Dónde vive
La Biblioteca

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Expediente

Autor
Matteo Frescobaldi
Título
Una fera gentil più ch'altra fera
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-una-fera-gentil-piu-ch-altra-fera--matteo-frescobaldi-0d321a
Cita recomendada
Matteo Frescobaldi, «Una fera gentil più ch'altra fera», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-una-fera-gentil-piu-ch-altra-fera--matteo-frescobaldi-0d321a.html

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