Un’ombra io vidi in sue sembiante vero,
Orrida sì, ch’immagin d’uom non serba,
Sù carro assisa, in portamento altero,
Muoversi inesorabile, e superba.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Qual sorge nembo in nuvol denso, e nero,
Che delle viti ampia fa strage acerba;
Non altrimenti ella rotava il fiero
Adunco ferro, e fea fascio d’ogn’erba.
Quì curvi aratri, e colà scettri infranti
10In un misti, e confusi; una egual sorte
Correan rustiche lane, e regi ammanti.
Al sol vederla intimorite, e smorte
Le Genti tutte con singulti, e pianti
Da lei fuggian, gridando: ahi Morte, hai Morte!