Tra i lascivi piacer dell’empia Armida
Giace in ozio avvilito il buon Rinaldo:
Ed ei, ch’in guerra fu sì ardito e baldo,
Or torpe in sen d’una fanciulla infida.
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ma il Ciel, che ’l serba a maggior’opre, guida
A lui per strade ignote il forte Ubaldo,
Che collo scudo adamantino il saldo
Incanto rompe e il neghittoso sgrida.
Lo sgrida, e desta nel feroce petto
10La sopita virtù, che omai non lenta
Dell’amoroso error lascia il ricetto.
Così Ragion lo scudo a me presenta
Ov’io mi specchio, e il cor l’orrido aspetto
Del suo passato amor fugge e paventa.