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Giuseppe Artale · Barroco

Sparsi sangue ed inchiostro, e in ciel straniero

italiano

Sparsi sangue ed inchiostro, e in ciel straniero

diedi d’alte speranze ésca al desio;

ma invan, ché fei sotto Saturno austero,

martire del destin, ritorno a Dio.

Or di quel ch’io girai doppio emisfero,

e del mare e del suol vario e natio,

tanto mar, tanto suol converso in zero,

questo zero mi chiude, e questo è il mio.

Cosí, se nel tenor d’aspra sventura

non posai vivo, a la fatal partita

presto a l’ossa riposo in sepoltura.

Riposo, e non mi svegli alma imperita;

ch’io temo, oimè, l’immortal mia sciagura

non torni a l’ire, e mi richiami in vita.

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Autor
Giuseppe Artale
Título
Sparsi sangue ed inchiostro, e in ciel straniero
Lengua
italiano
Época
Barroco
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-sparsi-sangue-ed-inchiostro-e-in-ciel-straniero--giuseppe-artale-cb9d53
Cita recomendada
Giuseppe Artale, «Sparsi sangue ed inchiostro, e in ciel straniero», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-sparsi-sangue-ed-inchiostro-e-in-ciel-straniero--giuseppe-artale-cb9d53.html

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