Sovra un trono di fuoco il Dio d’Amore
Stava sedendo, e vi tenea sua Corte,
E spalancate al Tribunal le Porte,
Spirava orgoglio in maestoso orrore:
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ordigni di barbarico rigore
Da quei muri prendean, lacci e ritorte,
E mille inciampi di contraria sorte,
E mille inganni di quel reo Signore.
Curioso desìo colà mi spinse
10Sol per vedere, e senz’altro pensiero;
Ma un fiero laccio il folle piè m’avvinse.
E n’ebbi un duolo sì diverso e fiero,
Che dentro al cuore ogni potenza estinse,
Sì di me prese il crudo Amor l’impero.