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Giacomo Leopardi · Romanticismo

Sonetti in persona di ser Pecora, fiorentino beccaio (1921)

italiano

Il Manzo a dimenarsi si sollazza,

cozza col muro e vi si dicervella,

con la coda si scopa e si flagella,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4scote le corna e mugge e soffia e razza,

con l’unghia alza la polve e la sparnazza;

bassa ’l capo, rincula e s’arrovella,

stira la corda, stringe la mascella,

8e sbalza e salta e fin che può scorrazza.

Dálle al muro: oh per certo e’ gli vuol male.

Ve’ come gli s’avventa. Animo! guata

11se non par ch’aggia a farne una focaccia.

Oh gli è pur duro, Manzo, quel rivale.

Va, Coso, e ’l tasta d’una tentennata,

14e gli ’nfuna le zampe e glien’allaccia.

E s’oggi non gli schiaccia

il maglio quelle corna e quel capone,

17vo’ gir sul cataletto a pricissione.

Su, scaviglia la corda. Oh ve’, gavazza

e tripudia e ballonzola e saltella:

non dé’ saper che ’l bue qui si macella:

4via, per saggio, lo tanfana e lo spazza;

via gli fruga la schiena e gli spelazza:

e’ dá nel foco giú da la padella.

Le corna gli ’mpastoia e gli ’ncappella;

8ammanna la ferriera, e to’ la mazza.

Su, Cionno, ravviluppati ’l grembiale,

gli avvalla il capo, causa la cozzata,

11e giuca de la vita e de le braccia.

Ve’, s’arrosta e s’accoscia: orsú non vale

gli appicca, Meo, sul collo una bacchiata,

14fa’ che risalti in piede, e gli t’abbraccia.

E ’l tira, e gli ricaccia

le corna abbasso, e senza discrezione

17gli accomanda la testa a l’anellone.

Ve’ che ’l tira, e s’indraca e schizza e ’mpazza:

dagli ’n sul capo via, che non lo svella;

su, gli acciacca la nuca e la sfracella.

4Ma ve’ che ’l maglio casca e non l’ammazza.

Oh che testa durissima, oh che razza

Di bestia! i’ vo’ morir s’ha le cervella.

Ma gli trarrò le corna e le budella

8s’avesse la barbuta e la corazza.

Leva ’l maglio, Citrullo, un’altra fiata,

e glien’assesta un’altra badiale,

11e l’anima gli sbarbica e gli slaccia.

Fágli de la cucuzza una schiacciata:

ve’ che basisce, e dice al mondo: — Vale. —

14Suso un’altra, e ’l sollecita e lo spaccia.

In grazia, Manzo, avaccia:

a ogni mo’ ti bisogna ire al cassone,

17passando per li denti a le persone.

E’ fa gheppio. Su l’anca or lo stramazza,

l’arrovescia; e lo sgozza e l’accoltella.

Ve’ ch’ancor trema e palpita e balzella,

4guata che le zampaccie in aria sguazza.

Qua, che giá ’l sangue spiccia e sgorga e sprazza,

qua presto la barletta e la scodella;

reca qualcosa, o secchia o catinella

8o ’l bugliuolo o la pentola o la cazza:

corri pel calderotto o la stagnata,

dá’ di piglio a la tegghia o a l’orinale;

11presto, dico, il malan che ti disfaccia.

Di molto sangue avea quest’animale:

mo’ fagli fare un’altra scorpacciata,

14e di vento l’impregna e l’abborraccia.

Istrigati e ti sbraccia:

mano speditamente a lo schidone;

17busagli ’l ventre, e ’nzeppavi ’l soffione.

Senti ch’e’ fischia e cigola e strombazza:

gli è satollo di vento: or lo martella,

e ’l dabbudá su l’epa gli strimpella

4e ne rintrona il vicolo e la piazza.

Ve’ la pelle, al bussar, mareggia e guazza

lo spenzola pel rampo a la girella:

lo sbuccia tutto quanto e lo dipella:

8e ’l dissangua, lo sbatti e lo strapazza.

Sbarralo, e tra’ budella e tra’ corata,

tra’ milza, che per fiel piú non ammale,

11e l’entragno gli sbratta e gli dispaccia.

D’uno or vo’ ch’e’ riesca una brigata:

gli affetta l’anca e ’l ventre e lo schienale,

14e lo smembra, lo smozzica lo straccia.

Togliete, oh chi s’affaccia:

ecco carni strafresche, ecco l’argnone:

17vo’ mi diciate poi se saran buone.

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Autor
Giacomo Leopardi (1798–1837) · Wikidata Q172599
Título
Sonetti in persona di ser Pecora, fiorentino beccaio (1921)
Lengua
italiano
Época
Romanticismo
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-sonetti-in-persona-di-ser-pecora-fiorentino-becc--giacomo-leopardi-0327ee
Cita recomendada
Giacomo Leopardi, «Sonetti in persona di ser Pecora, fiorentino beccaio (1921)», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-sonetti-in-persona-di-ser-pecora-fiorentino-becc--giacomo-leopardi-0327ee.html

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