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Giulio Bussi · Ilustración

Signor, non già perché l'eterne, e belle

italiano

Signor, non già perchè l’eterne, e belle

Gioie tu doni ai puri spirti e santi,

O perchè al regno degli eterni pianti

Danna la tua giustizia alme rubelle,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Fia, che tema, ò speranza a queste, o a quelle

Opre rivolga i miei desiri erranti

Nè che affetto servil vincer si vanti

Alma simile a te, nata a le stelle.

Ma di santa superbia acceso il core

10Ciò, che non piace a te, fugge sdegnato,

Per pugnar quanto può teco in Amore.

Io bramo più di riamarti amato

Che l’acquisto del Cielo, ed ho in orrore

Più dello stesso Inferno esserti ingrato.

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Autor
Giulio Bussi
Título
Signor, non già perché l'eterne, e belle
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-signor-non-gia-perche-l-eterne-e-belle--giulio-bussi-625776
Cita recomendada
Giulio Bussi, «Signor, non già perché l'eterne, e belle», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-signor-non-gia-perche-l-eterne-e-belle--giulio-bussi-625776.html

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