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Ercole Maria Zanotti · Ilustración

Sì, spenta hai pure la tua sete ardente

italiano

Sì, spenta hai pure la tua sete ardente

Del divin sangue, e tra bestemmie ed onte

Spirò pure il tuo Dio, cruda Síonne!

Lo veggio; ecco la pia Madre dolente,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}5Ecco le afflitte e lagrimose Donne

Dietro alle turbe rie scender dal monte.

Dimmi come sei paga e come allegra:

Dopo l’orrendo scempio,

O se qualche timor freddo ti stringe?

10Al minacciato Tempio

Rotto è il velo, il Suol trema, e ’l Sol di negra

Benda il volto si cinge.

Come pensando all’avvenir t’acqueti?

Forse parlaro al vento i tuoi Profeti?

15Ben sovvenir ti dee quando pensosi

Piangean sulle tue estreme alte ruine

Dallo spirto divin commossi e accesi

Che lor venìan davanti i tuoi dogliosi

Giorni, e vedean tuoi muri a terra stesi,

20E dell’empia Giudea l’acerbo fine.

Trema Gerusalem, trema e sospira:

I dì dei tristi auguri,

E dell’estintatua possanza or sono,

Misera!, già maturi.

25Già il gran Dio d’Israel dà mano all’ira,

Nè v’ha scampo o perdono:

E questo altro fia ben, che in sulla riva

Del barbarico Eufrate andar cattiva.

Quando vedrai su tuoi bei colli al vento

30Ondeggiar le dipinte Aquile, e intorno

Ingombrato il Giordan d’armi e destrieri,

E ’l feroce Latin pien d’ardimento

Fartisi incontro, e da i, crudi atti e fieri

Spirar vendetta e dura morte e scorno:

35Dì, quale avrai difesa, ingrata e rea

Donna allor? qual riparo?

Ove i Duci? ove quei dal suo corso

Rapido il Sol fermaro,

Mentre Israele gli Amorrei rompea?

40U’ qnelli, al cui soccorso

Obbediente il Mare in duo s’aperse,

E l’empio Campo, e Faraon sommerse?

Ahi ch’ogni speme è vana; e invan procura

Aita da suo’ ingegni infermi e lassi

45Chiunque ha Diò dalla contraria parte!

Cadran infin dopo ostinata e dura

Guerra l’alte due moli, e in ogni parte

Confonderan tue vie dirupi, e sassi,

cui scorrendo andran di pianto sparsi

50I vecchj Sacerdoti,

E le fanciulle pallide tremanti,

Cercando ove offrir voti,

Che ’l gran tempio e l’altar fian guasti ed arsi;

E tu starai di tanti

55Popoli quasi vedova reina

Sola sedendo sulla tua ruina.

Questa fia la mercè dell’empia voglia,

Quando il suo sangue sù te stessa, e sopra

I figlj tuoi, gridando alto, chiedesti.

60Ma, lassa! a te quali di tristezza e doglia

Cagion mai porse, onde tu poi movesti

La mano ardita all’esecrabil’opra

Egli pur fu, che ti sottrasse illesa

Al servil grego indegno;

65Egli che quanti al mar desti le spalle

Ti fu scorta e sostegno

Or con colonna alta di fuoco accesa

Segnando il dritto calle,

Or per ristoro alla tua sete aprendo

70A un monte il fianco, ed or manna piovendo.

Perchè, forse perchè gli alti e superbi

Re Cananei percosse, e ’l fiero Egitto,

E ’l gran reale scettro in man ti porse.

Crudell, per questo di lui tanti acerbi “

75Strazj facesti, e perciò solo hai forse

Quel sacro corpo a un vil legno confitto?

Ah di buon seme troppo amaro frutto!

Ma l’eterna vendetta

Non per tardar terribil meno scende.

80So ben io qual t’aspetta

Tempo, e s’allor n’andrai col ciglio asciutto,

E tra quali auree bende,

E in qual diadema involta avrai la chioma

Misera serva lacerata e doma.

85Colà sul Tebro di veder già parmi

Grand’archi al Vincitor superbo alzati

Di sue vittorie impressi, e de’ tuoi danni,

E le future genti in su quei marmi

Ir rammentando i tuoi gravosi affanni,

90E dir: tale han da Dio mercè gl’Ingrati:

Colei, che tanti al fianco ha laccj attorti,

Ella è Sion: son queste

Vittime, che pascean lungo il Giordano:

Ecco l’armi funeste,

95Cui Dio commise il vendicar suoi torti,

E poco indi lontano

Segnare a dito chi s’incurva e inarca,

Sul tergo avendo il candelabro e l’arca.

Canzon, sebbene incolta e rozza sei,

100Di biasmo in vece troverai pietate,

E avrai, mentre tu piagni,

E illustri Donne e Cavalieri egregi

Nel tuo dolor compagni.

Ben sa la gente amica di onestate,

105Che gli ornamenti e i fregj

Non si confanno, e i capei colti ad una

Vergine lagrimosa in veste bruna.

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Autor
Ercole Maria Zanotti
Título
Sì, spenta hai pure la tua sete ardente
Lengua
italiano
Época
Ilustración
Sala
La Biblioteca
Identificador
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Cita recomendada
Ercole Maria Zanotti, «Sì, spenta hai pure la tua sete ardente», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-si-spenta-hai-pure-la-tua-sete-ardente--ercole-maria-zanotti-4ae9fe.html

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