Si mi castrò, per ch’io non sia castrone,
Castruccio, quando Lucca fu tradita,
che de’ miei lombi è la lussuria uscita,
.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4e vivo in castitá per sua cagione.
Con tre lupin del mio faccio ragione,
e senza alcun multiplicar di dita;
messo di gabellier piú non mi cita,
8né per lo dazio temo di piccone.
Di ciò, c’ho detto, lui ringrazio e lodo;
ma sottomise a Pisa sua cittade,
11ed al crudel tiranno piú, ch’Erodo.
E non vi fu trovato umanitade,
potendosi passar per altro modo:
14di questo abbia quel grato, che vi cade!