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PoetósferaLa BibliotecaRustico Filippi

Rustico Filippi · Medieval

Segnori, udite strano malificio

italiano

Segnori, udite strano malificio,

che fa il Barbuto, Tanno, di ricolta:

di’e’ verso l’aia rizza tal dificio,

.mw-parser-output .numeroriga{float:right;color:var(--color-subtle,#666);font-size:70%;user-select:none}4che tra’ si ritto, che non falla volta.

Or non è questo ben strano giudicio,

ch’a consumare ha si la gente tolta?

Chi gli averebbe dato questo uficio,

8ch’ad ogn’oni va pognendo dazo e còlta?

Non giova che la moglie Tammonisce:

— Che non pensi di queste tue fanciulle,

11se non che sopra ti pur miri e lisce? —

Que’ risponde: — Perché non le trastulle?

Tórre a’ compagni non mi comparisce,

14ca rimedir non posso pur le culle. —

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Dónde vive
La Biblioteca

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Autor
Rustico Filippi
Título
Segnori, udite strano malificio
Lengua
italiano
Época
Medieval
Sala
La Biblioteca
Identificador
ws-it-segnori-udite-strano-malificio--rustico-filippi-60b65b
Cita recomendada
Rustico Filippi, «Segnori, udite strano malificio», Poetósfera, poetosfera.com/p/ws-it-segnori-udite-strano-malificio--rustico-filippi-60b65b.html

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